1 Tirano, media Valtellina. Questa volta faccio un giro in posti che per lo più ho già visitato, ma con un percorso in parte nuovo, uso la mtb perchè ci sono tratti un pò sconnessi e sta volta voglio essere un pochino più "comodo". |
2 Ecco le tracce dei due giorni, in giallo la prima da Tirano a Temù passando per la val di Rezzalo, il passo dell'Alpe e quello del Gavia, 72,8 km per 2500 metri di dislivello in rosso Temù, Mortirolo per una strada sterrata e poi giù di nuovo a Tirano, 49 km per 1300 metri di dislivello |
3 dopo aver gironzolato a Tirano mi immetto nel sentiero Valtellina, finalmente le temperature sono calate un pochino ed è piacevole pedalare con l'arietta frizzantina della mattina tra meleti e vigneti |
4 il piccolo bacino di Lovero, creato da uno sbarramento sull'Adda |
5 un paio di queste mele sono finite per sbaglio nelle mie borse |
6 lungo il sentiero Valtellina, in vista di Grosio |
7 in località Le Prese (frazione di Sondalo) inizia la luunga risalita della val di Rezzalo verso il passo dell'Alpe Salita già fatta nel giugno del 2022, (clicca QUI ) anche quella volta salii al Gavia ma poi però scesi verso Bormio, oggi invece scenderò verso Ponte di Legno |
8 uno degli oltre 20 tornanti per salire a Fumero |
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10 qui finiscono i tornanti e finalmente si inizia ad entrare nella valle |
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12 la borgata di Fumero a circa 1500 metri di quota, tra non molto la strada termina, o meglio, diventa sterata |
13 Teat, 1810 metri |
14 la piana di San Bernardo |
15 la chiesetta di San Bernardo |
16 il rifugio La Baita, qui mi fermo per un panino e una fetta di torta, prima di salire al "piano successivo" della valle |
17 qui si vede bene la parte alta del primo giorno, la salita da Le prese in val Rezzalo, la breve discesa dal passo dell'Alpe fino ad intercettare la strada asfaltata che da Santa Caterina sale verso il passo Gavia e la discesa verso Ponte di Legno e il campeggio di Temù, poi in rosso inizia la traccia del secondo giorno che da Vezza comincia ad inerpicarsi verso il Mortirolo |
18 la torniamo alla piana di San Bernardo, posto idilliaco |
19 in fondo alla piana la faccenda si fa dura, soprattutto con bici carica |
20 con qualche trattino a spinta anche questo "gradino" è vinto.... si prosegue |
21 carina la val Rezzalo è?? |
22 sulla sinistra le baite di Clevaccio, circa 2200 metri |
23 più o meno l'ultima mezzora per arrivare al passo dell'Alpe si fa a spinta, circa 100/130 metri di dislivello, la strada forestale diventa una piccola mulattiera e poi un sentiero, magari senza carico e con le gambe meno stanche qualche tratto si può ancora pedalare, ma non è il mio caso |
24 ormai non manca molto... |
25 eccomi al passo dell'Alpe (2461m), ore 16e25 e mi manca ancora un pò di strada.... |
26 e ora giù |
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28 ecco qui la strada in località Ponte dell'Alpe (2340m), a sinistra si scende verso Santa Caterina Valfurva, a destra si sale verso il Gavia, mancano circa 6 km e 300 metri di dislivello |
29 sarà che ormai l'ora (16e45) si fa tarda, ma c'è pochissimo traffico, per lo più moto , pochissimi ciclisti che scendono e qualche somaro che arriva fin dall'Austria per venire sgasare sui passi |
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31 lassù rimasugli del ghiacciaio di Dosegù, verso la cima del San Matteo (3678m) nascosto dalle nuvole, l'ho salito nel 2014, clicca QUI |
32 rifugio Berni, ormai il peggio è passato, non manca molto al passo del Gavia, ma mi devo mettere la giacca perchè inizia a fare proprio freschino! |
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34 17e30, fine della salita!! (per oggi) |
35 il lago Bianco al passo del Gavia, quello di cui volevano prendere l'acqua per fare neve per le piste da sci |
36 un veloce autoscatto, mi vesto un pò (ci sono 9 gradi) e giù verso Temù |
37 il corno dei Tre Signori, 3360 metri |
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39 in basso a sinistra il lago Nero |
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42 lungo la salita del Gavia, versante Bresciano, c'è una famosa galleria, da quest'anno si può evitare in bici, è terminata la sistemazione della vecchia stradina |
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44 l'alta valle delle Messi |
45 Ponte di Legno, 1200 metri |
46 lungo l'Oglio verso Temù |
47 per la notte ho piantato la tendina al camping Presanella di Temù, prezzi nella media ma servizi sopra la media, c'è anche un'attrezzata cucina a disposizione! Consigliato |
48 Giorno 2, inizio a pedalare lungo la ciclabile del fiume Oglio in leggera discesa, verso Vezza. Mani gelate, forse dovevo portare i guanti più pesanti.... ma poi arrivo al sole e mi scaldo |
49 In basso Vezza d'Oglio (1050m), verso l'orizzonte il passo del Tonale. A Vezza avevo lasciato la macchina la prima (e ultima per ora) volta che ho salito il Gavia dal versante bresciano, clicca QUI , invece un'altra volta sono partito da qui per una passeggiata in una nota valle che si prova proprio sopra questo paese, la val Grande, clicca QUI |
50 inizio a salire tra le case di Vezza, subito pendenze abbondantemente in doppia cifra, ma almeno su asfalto.... Alla località Grano, dove termina la strada percorribile in auto liberamente, inizia la parte più tosta, subito mulattiera lastricata (il peggio). Qui è dove avevo parcheggiato quando ho fatto l'escursione in val Grande (link nelle foto precedente), quella volta ero andato a destra, questa volta vado a sinistra, indica il Mortirolo ma in realtà si sale ad un passo 230 metri più alto.... poi si scende al Mortirolo |
51 il percorso alterna tratti di asfalto grossolano a tratti di cementate e altri di sterrato anche un pò smosso (fortunatamente sono quelli meno pendenti), ma comunque è davvero dura.... chissà come mai non ho trovato nessuno su sta strada.... |
52 uno scorcio di valle, in mezzo alla foto Edolo |
53 anche le salite più dure prima o poi terminano, qui sono al passo che su Open Street Map è segnato come "col Carette di val Bighera", 2130 metri, a cavallo tra la val Grande e la vallata che sale da Monno verso il passo del Mortirolo |
54 di là la val Grande |
55 e di quà si va verso un altro passino sconosciuto, passo della Foppa (2050m) |
56 praterie di mirtilli |
57 malga Salina bassa |
58 eccolo la il Mortirolo.... |
59 qui intercetto la strada che arriva da Monno, mai fatta ma dicono la meno dura per salire al Mortirolo |
60 rapido passaggio di 10 secondi al passo del Mortirolo, poi invece di scendere proseguo in quota su una bella strada asfaltata che porta verso Trivigno, l'ho già percorsa quando ho salito il Mortirolo insieme a Eli per la classicissima da Mazzo di Valtellina, era il 2021, clicca QUI |
61 un ultimo sguardo al gruppo dell'Adamello prima che sparisce dietro i monti |
62 la strada è tutta così, più o meno in piano, traffico non pervenuto. Corre in costa a circa 1900 metri sui monti che separano la Valtellina dalla val Camonica (nella zona tra Monno, Edolo e Corteno Golgi), sul versante Valtellinese |
63 alpe Motta |
64 appena prima di iniziare la discesa verso Sernio passo vicino al piccolo laghetto di Guspessa |
65 vista verso il Bernina e i sui vicini |
66 11 chilometri di discesa per perdere 1200 metri di quota, dal passo di Guspessa a Sernio, prima tutto nel bosco, poi con belle radure e pascoli. Macchine zero. |
67 Sernio, un paesino circondato dai meleti |
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69 altra lunga discesona dritta tra i meleti per arrivare direttamente a Tirano |
70 la torre Torelli a Tirano |
71 infine il santuario di Tirano, ora davvero chiuso l'anello |