1 Il fiume Adige a Parona, dopo una ventina di minuti di pedalata. Questa volta ho lasciato la macchina ad Avesa, un quartiere a nord di Verona, al piede delle prime colline. Dopo un paio di anni torno a pedalare in Lessinia, nel 2024 ci ero stato in maggio, insieme ad Andrea avevamo fatto un bell'anello di quasi 100 chilometri. chilometri, questa volta lo allungo e cerco di non ripassare per gli stessi posti, o almeno in parte. |
2 Le tracce dei due giorni, in giallo il primo lungo 75 km per 2400 metri di dislivello positivo il rosso il secondo giorno, lunghezza 94 km per 1850 metri di dislivello. |
3 in questa immagine ho aggiunto in fucsia il giro fatto nel 2024 con Andrea (clicca QUI ) |
4 Da Verona pedalo verso ovest al piede delle colline, voglio andare a prendere la dorsale più occidentale che sale verso la Lessinia, quella che c'è tra la valle dell'Adige (a sinistra, che sale verso Trento) e la val Policella (a destra) . Pedemonte, San Floriano, Fumane, l'architettura è già veneziana |
5 sono in Valpolicella, di certo non mancano le viti |
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7 Appena passato Fumane si inizia a salire per davvero, verso il santuario de la Salette |
8 Fumane in basso, circondata dai vigneti |
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10 dopo l'uva, le olive |
11 queste lastre di pietra rosata sono meglio di un cartello, ora sono davvero entrato in Lessina |
12 una bella serie di rampe tra viti e ulivi mi conduce a Cavalo (600m), tra le poche case c'è un forno/pasticceria con una varietà di prodotti (molto molto invitanti) che ti aspetteresti in una grande città |
13 in tetti di Breonio (altra particolarità della Lessinia) |
14 a Breonio trovo un piccolo alimentari dove il tempo sembra essersi fermato negli anni 50 . Ne esco con due croccanti panini pieni di Soppressa e formaggio Monte Veronese. |
15 oltre la valle dell'Adige il luungo monte Baldo, anche li ho fatto un bellissimo giro nel 2024 (clicca QUI ) |
16 in mezzo alla foto si nota appena una costruzione, inserita nella parete rocciosa.... |
17 tiro fuori il tele per fare un foto appena più decente, nonostante la distanza e la foschia, ora si vede meglio il famoso suntuario della Madonna della Corona, cliccate QUI per vederlo molto meglio |
18 Fosse (990m), poi la mia strada prosegue verso il colle di Pealda Bassa (1471m) passando tra il corno d'Aquilio ( in alto a sinistra, 1545m) e il Corno Mozzo a destra (1535m) |
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20 cosè quella costruzione in alto a destra? |
21 era un ripetitore, ora è un rifugio!! |
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24 sotto il rifugio, il col di Pealda Bassa (1470m), da qui prendo la strada che scende (appena sopra la macchina più a sinistra) verso Sega di Ala (in territorio Trentino) |
25 vista dal rifugio El Bloc verso est, tutta la zona dell'Alta Lessinia con sullo sfondo il gruppo del Carega al confine con la provincia di Vicenza. Si vedono anche due posti dove passerò nel pomeriggio, a sinistra il rifugio Castelberto e a destra il rifugio Primaneve |
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28 Sega di Ala, un paio di trattorie, una chiesetta, area pic-nic, qui sale la strada da Ala, nella valle dell'Adige, e proseguendo in breve si raggiunge il passo Fittanze, confine tra Veneto e Trentino. Qui prendo una sterrata, il sentiero delle malghe |
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30 bellissima strada forestale tra le malghe, un pò scassata in certi punti |
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32 inconfondibile all'orizzonte il rifugio El Bloc |
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34 Malga Coe (1670m) |
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36 il rifugio Castelberto |
37 al Castelberto mi tocca comprare dell'acqua, in giro non se ne trova, l'ho finita e mi mancano ancora 30 chilometri |
38 panorama dal Castelberto |
39 ora sono sulla Translessinia, la strada alta che attraversa tutto l'altipiano |
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41 questa zona mi ricorda un pò alcune delle Marche o dell'Abruzzo |
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43 vicino il rifugio Podesteria, lontano sulla collina il Primaneve |
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45 in mezzo a questi bei paesaggi c'è San Giorgio (1500m), un postaccio di seconde case dove si dovrebbe sciare, quando c'era la neve |
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49 la prima giornata termina al piccolo campeggio Camposilvano. |
50 Secondo giorno, si parte in discesa! Infatti da Camposilvano devo scendere verso la val d'Illasi per poi risalirla verso il rifugio Scalorbi, non ci sono alternative che restano in quota. |
51 la parte alta della traccia del secondo giorno, si vede la discesa da Camposilvano verso la val d'Illasi e la salita allo Scalorbi |
52 dopo la lunga discesa raggiungo la ciclabile della val d'Illasi, e inizio a salire.... Visto che salgo al rifugio e poi torno giù per la stessa strada, tolgo tre borse dalla bici e le nascondo nel bosco, inutile portarsi tenda/sacco a pelo ecc ecc su e giù.... |
53 l'ultimo centro abitato della valle, Giazza (800m) |
54 rifugio Revolto, 1390 metri, poco dopo termina l'asfalto |
55 sterrato ben fattibile anche con una gravel ben gommata, pendenze mai proibitive |
56 panoramica poco prima di arrivare al rifugio Passo Pertica |
57 rifugio Passo Pertica, 1500 metri |
58 la cima Cengia Pertica, proprio sopra il rifugio |
59 dal passo Pertica si apre il panorama verso ovest, davanti in lontananza il monte Altissimo di Nago, nel gruppo del monte Baldo, cima raggiunta in bici, clicca QUI |
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61 dopo un paio di tornanti compare la meta |
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64 ed ecco qui il rifugio Scalorbi, lassù pochi metri sotto la vetta del Carega c'è un altro rifugio, ma li in bici non si arriva "comodamente" |
65 panoramica sulle vette intorno allo Scalorbi |
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67 mi affaccio nel versante vicentino ed ecco laggiù il rifugio Battisti, ci sono passato a giugno durante un bel giro tra Carega e Pasubio, clicca QUI |
68 dopo una breve pausa in quota riscendo a Giazza dove mi procuro un altro paio di panini con la soppressa |
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70 discendo velocemente la piacevole ciclabile della val d'Illasi fino a Badia Calavena (480m), purtroppo però quaggiù il caldo si fa sentire |
71 ora per tornare verso la macchina devo scavalcare un paio di dorsali, la prima verso San Mauro di Saline.... temperatura prossima ai 40 gradi |
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73 dopo una lunga pausa a San Rocco, nei pressi di una fontanella all'ombra, decido di abbandonare lo scavalco di un'altra dorsale, "mi butto" nel selvaggio e solitario canyon della Pisarota sul cui fondo corre una strada che porta verso Verona |
74 la strada Pisarota, sul fondo di una verde e profonda vallata boscosa, pare la foresta amazzonica |
75 più a valle i boschi spariscono e tutto diventa tappezzato di viti |
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77 visto che è presto allungo un zic il percorso e passo per il centro di Verona |
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80 ultimo scatto a questo Adige ai minimi termini, il giro e ormai finito, ma ho già in mente un nuovo giretto per vedere altre zone della Lessinia |